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Martedì 20 Febbraio 2018

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Troppo facile dire demoliamo le case abusive!
 
 
 Pubblicato su Time Sicilia , 

di Salvo Di Stefano (TerraeLiberAzione)

 

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”.

Je suis un abusivo per necessità, in 9 casi su 10 vuol dire che nel Comune non c’era Piano Regolatore, né alcuna aerea sviluppata ad “edilizia economica e popolare”… Mio padre ha lavorato 28 anni in Germania per farci la casa in Sicilia e farmi laureare (in ingegneria).

Nel 1986 ci fu una grande Rivolta popolare in Sicilia. Fu su quelle barricate che ho conosciuto il movimento TerraeLiberAzione, a Roma, a un grande corteo siciliano di protesta: “Abusivo è lo Stato! – Difendiamo le case del proletariato siciliano!”.

 

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”.

Che oggi ci siano in Sicilia 913.000 case svuotate dalla C.E.M. –Coercive Engineered Migration – pare non interessare a nessuno! Il nesso tra scienze demografiche e analisi del territorio è un’arma politica che solo il movimento TerraeLiberAzione ha afferrato nella sua analisi strategica. Una chiave che apre molte porte: anche quelle delle 913.000 case svuotate e avviate al degrado. “Una ricchezza storico-sociale dissipata nell’Isola dei Poveri e dei Naufraghi. Case nella Nebbia dello Spettacolo coloniale di questa Sicilia italienata e perduta a sé stessa” (M.Di Mauro).

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”.

Sulla barricate abusive del 1986 ho incontrato TerraeLiberAzione grazie alla quale ho “scoperto” un mondo che mi fece conoscere “l’autocostruzione abusiva delle case come forma di resistenza umana”, il “processo di piano” come Metodo, il bioregionalismo californiano, ma anche la visione del prof. Samonà: “la città in espansione”. Altri “abusivi per necessità”!.

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”

Nel 1986 la RAI scatenò una campagna di fango contro il movimento popolare, sostenuta dalla destra d’ordine e dalla sinistra salottiera. Ci furono decine di arrestati e centinaia di denunciati. L’isolamento del movimento era totale, come sempre accade alle rivolte autentiche dei Siciliani. Ovviamente la mascariata usava anche l’alibi Mafia. Furono i militanti di TerraeLiberAzione, sulle barricate, a dire che:

“La MAFIA S.p.A. ha realizzato il sacco di Palermo (e tutti gli altri “sacchi”) nella più perfetta LEGALITA’ COLONIALE. La borghesia MAFIOSA S.p.A. non è “abusiva”, e non ha “necessità”!. Ma stiamo parlando coi sordi che ci vogliono muti. Libertà per gli arrestati! Case per Tutti!”.

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”.

E recitare la parte del “partito della legalità”, in questa COLONIA bruciata e alla deriva, occupata da uno Stato abusivo, stravolta dalla sua regionicchia tricolorata: un’Isola contesa, ostaggio geopolitico di “interessi indicibili”.

Troppo facile dire: “demoliamo le case abusive!”.

Demoliamo il MUOS di Niscemi, che abusivo lo è per d’avvero!

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