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Martedì 20 Febbraio 2018

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La questione meridionale

Il saccheggio del Banco delle due Sicilie

Nel quadro della politica liberista impostata da Cavour, il paese meridionale, con i suoi quasi nove milioni di abitanti, con il suo notevole risparmio, con le sue entrate in valuta estera, appariva un boccone prelibato.

L’abnorme debito pubblico dello stato piemontese procurato dalla politica bellicosa ed espansionista del Cavour (tre guerre in dieci anni!) doveva essere risanato e la bramosia della classe borghese piemontese per la quale le guerre si erano fatte (e alla quale il Cavour stesso apparteneva a pieno titolo) doveva essere, in qualche modo, soddisfatta.
Descrivere vicende economiche e legate al mondo delle banche e della finanza, può risultare al lettore, me ne rendo conto, noioso, ma non è possibile comprendere alcune vicende se ne conoscono le intime implicazioni.

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Vi stupiremo...

Musumeci: “Vi stupiremo”. Disse così anche Miccichè di Cammarata. E Sgarbi? Vola via…

Fateci caso: nelle foto di presentazione della nuova Giunta dovrebbero essere tredici, ma sono in dodici perché Vittorio Sgarbi è andato via per impegni, supponiamo più importanti. Musumeci ha voglia di un “profilo basso”. Lapsus freudiano?

Si comincia con una foto in dodici che campeggia nei giornali. Dovrebbero essere tredici: il presidente della Regione, Nello Musumeci, e i dodici assessori. Invece sono dodici: manca Vittorio Sgarbi che dà subito un tocco tutto suo: aveva un impegno altrove, di certo più importante del primo giorno della Giunta siciliana: un aereo lo attendeva: dove il maggiore c’è, il minore cessa…

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Sicilia terra di immigrati

Basta con i radical chic: tornino i nostri emigrati, poi anche gli altri…

Una retorica buonista fa perdere di vista il problema di un sistema marcio fatto di business e clientele. Rappresentanti istituzionali che si vantano di quanto siamo bravi ad accogliere, dimenticando che per primo dovremmo ‘accogliere’ i Siciliani: quelli costretti ad andarsene e quelli che vorrebbero tornare…

C’è una retorica melensa che accompagna il dibattito sull’immigrazione in Italia. Che scade nel buonismo più sterile con cui si tenta di coprire tutti i difetti di un sistema marcio, che degli immigrati ha fatto un business e/o strumento clientelare. Basterebbe citare l’inchiesta Mafia Capitale per ricordare cosa  il fenomeno dell’immigrazione sia diventato (ricordate? “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno” diceva al telefono l’indagato Buzzi).

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I migliori Siciliani dell’anno: Don Palmiro Prisutto e Nino Di Matteo

I Nuovi Vespri

Il primo – don Palmiro Prisutto – è il sacerdote che, da anni, denuncia la presenza di malati e di morti ad Augusta e dintorni a causa dell’inquinamento industriale. Ma anche i rischi legati a un’area sismica e alla presenza militare. Il secondo – il Pm Nino Di Matteo – non è solo il magistrato protagonista del processo sulla trattativa tra Stato e mafia – ma è anche, anzi, soprattutto, l’uomo dello Stato che denuncia la presenza della borghesia mafiosa: ovvero personaggi che occupano ruoli importanti nella società aiutando, a tutti i livelli, gli uomini di Cosa nostra. Un giusto riconoscimento a due uomini simbolo della Verità e della Giustizia   

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I vecchi politici siciliani

Hanno affondato la Sicilia: mandiamoli tutti a casa. Per sempre

 pubblicato su I Nuovi Vespri

I rappresentanti della vecchia politica siciliana – con riferimento al centrodestra e al centrosinistra – non si rendono conto di essere diventati delle “Anime morte”. Nonostante gli enormi danni che hanno arrecato alla Regione, ai Comuni, alle ex Province – e quindi a 5 milioni di Siciliani – pensano ancora di resistere. Magari per assicurarsi un altro ‘giro’. Invece dobbiamo mandarli nell’unico posto dove questa banda di impenitenti ‘ascari’ merita di andare: a casa!

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Terra e Liberazione:

“In Sicilia un’Autonomia vigilata”

Continua il nostro viaggio nel mondo dell’indipendentismo siciliano. Oggi è la volta di un movimento unico nel suo genere. Con loro parliamo di tutte le bugie neo-coloniali che riguardano la nostra regione, ma anche di mafia, antimafia, di massomafie e del 1992. E, ancora di Muos, di Statuto e del futuro di una Sicilia che non può non passare da una Assemblea Costituente del Popolo Siciliano

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04-03-2016 Hits:3611 Notizie Rilevanti Super User - avatar Super User

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